Gatti e cani obesi, cosa c’è dietro?

Paffutello è bello? Non sempre.
I nostri amici a quattro zampe, specie se vivono entro le mura domestiche e fanno poca attività fisica, molto spesso non hanno una dieta equilibrata e risultano sovrappeso, in molti casi, addirittura, obesi. Un po’ come l’essere umano.

Il padrone difficilmente si accorge del problema o, più frequentemente, lo sottovaluta. Ma l’obesità, per l’appunto come nell’essere umano, non va presa alla leggera in quanto può essere causa di problemi di salute.

Obesità e salute nel cane e nel gatto

Sono numerose le malattie che possono insorgere proprio in correlazione all’obesità. Le più frequenti sono: disordini ortopedici, disordini nella funzionalità delle ghiandole endocrine, problemi di colesterolo, patologie cardiorespiratorie, ipertensione, tumori di diversa natura, disordini dell’apparato tegumentario (pelo, pelle, unghie, ghiandole sudoripare), di quello riproduttivo e del tratto urinario. Inoltre l’obesità comporta anche un elevato rischio di complicazioni legate ad eventuali operazioni chirurgiche, in particolar modo da un punto di vista anestesiologico.

Va da sé che riuscire a mantenere il proprio animale in buona forma fisica, o aiutarlo a perdere peso qualora sia oversize, sarebbe un dono fatto alla sua salute. Ma è spesso più facile a dirsi che a farsi.

La relazione uomo-animale

Escludendo gli animali che hanno problemi di peso legati a malattie particolari, è fondamentale parlare della relazione uomo-animale correlata all’obesità di cani e gatti.
Perché? Molto semplice: questi animali, nel momento in cui vengono addomesticati, non si procurano più il cibo da soli, ma vengono nutriti direttamente dall’essere umano.

Due recenti studi scientifici* hanno cercato di analizzare proprio questa correlazione.
Nel primo studio sono state analizzate 120 coppie padrone-cane (60 con cane obeso e 60 con cane normale). Nel secondo 120 coppie padrone-gatto (60 con gatto obeso e 60 con gatto normale).

L’analisi dei dati raccolti da entrambi gli studi ha portato a conclusioni comuni: il legame tra proprietario-animale obeso è più stretto rispetto a quello esistente tra proprietario-animale normale. Una eccessiva umanizzazione dell’animale porta il padrone a mostrare un comportamento protettivo nei confronti dell’animale, assumendo il ruolo del genitore e mostrando l’atteggiamento tipico dell’accudimento parentale. In questo contesto il cibo viene interpretato come un premio da dare all’animale e qualunque sua richiesta viene intesa come richiesta di cibo.

*“A Comparison of the Feeding Behavior and the Human–Animal Relationship in Owners of Normal and Obese Dogs” di Ellen Kienzle, Reinhold Bergler and Anja Mandernach e “Human-Animal Relationship of Owners of Normal and Overweight Cats” di Ellen Kienzle and Reinhold Berglery.

Prevenzione e terapia

Trattare un animale sovrappeso non è semplice da un punto di vista veterinario per diversi motivi: le resistenze poste dal padrone, quelle poste dall’animale, le possibili patologie o reazioni comportamentali che l’animale potrebbe avere.
Il sovrappeso/obesità è infatti una delle patologie con il più alto insuccesso terapeutico e tasso di recidiva, proprio a causa della forte componente psicologica che entra in gioco nel rapporto uomo-animale.

La terapia prevede essenzialmente un corretto piano di razionamento del cibo, con eventuali aggiunte di nutrienti o materie prime particolari, che può includere anche l’ausilio di farmaci.

La prevenzione si basa sullo stesso principio, ma agisce prima che l’animale sia oggettivamente sovrappeso (diminuendo dunque lo stress per l’animale, perché la perdita di grasso è difficoltosa, e il rischio di patologie). Il successo della prevenzione è, però, profondamente legato ad una buona relazione di fiducia veterinario-proprietario dell’animale.
Dipenderà infatti dalla capacità del proprietario di sensibilizzarsi e convincersi in merito alla condotta alimentare da far seguire al proprio animale ed ai controlli periodici da attuare.
Solo grazie alla fiducia e ad un percorso condiviso, sarà possibile attuare una strategia vincente per la salute dell’animale e per la relazione con il suo padrone.

Lo staff della Clinica Veterinaria Modena Sud
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